4 cose poco conosciute da vedere a Verona

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Sono stata a Verona varie volte, è a mio avviso infatti una delle città più affascinanti d’Italia. Quando pensiamo a lei pensiamo quasi sempre alla sua Arena, monumento di epoca romana che ha elevato la città al grado di piccola Roma del nord Italia. In realtà Verona è molto di più: la pittura ornamentale che si può vedere in molteplici luoghi è un perfetto esempio del perché la città è stata rinominata come Urbs Picta (città dipinta) durante il rinascimento.

Questi sono soltanto due esempi di ciò che la storia millenaria della città ha disseminato lungo strade e piazze. Il balcone di una delle coppie più famose della storia o l’Arena sono soltanto la punta dell’iceberg di un lascito culturale enorme, che si dipana in maniera tentacolare tra le vie, i vicoli ed i dintorni.

Non c’è quindi soltanto spazio per l’Arena di Verona o per il balcone di Giulietta. Oggi andiamo a scoprire insieme quattro cose poco conosciute da vedere a Verona, che meriterebbero di essere maggiormente considerate dal turismo.

Perché si, Verona è una città piuttosto conosciuta dal punto di vista turistico ma che nasconde, tra i suoi vicoli ed i suoi sampietrini, molto più di quello che è mediamente noto.

L’importante è esplorare Verona a mani libere, senza il peso dei propri bagagli a corredo; fortunatamente i diversi deposito bagagli presenti a Verona possono aiutare di molto chi vuole scoprire da cima a fondo questo splendido capoluogo di provincia.

Ed ora che sai come farlo comodamente, ecco le quattro cose poco conosciute che ti consiglio di vedere a Verona.

1 – Gli affreschi dell’urbs picta

Piazza Erbe è una delle piazze più importanti della città e durante l’epoca romana rappresentava il cuore politico ed economico della città. In piazza delle Erbe non mancano i monumenti da osservare tra la sede della banca popolare di Verona, Palazzo Maffei o la torre dei Lamberti.

Quello su cui punteremo i riflettori oggi è la presenza degli affreschi sulle case dei mazzanti. Questi affreschi sono di origine rinascimentale e rappresentano ancora oggi un ottimo esempio di quella che è possibile definire come pittura ornamentale. 

Nonostante con il passare degli anni diversi dei dipinti presenti sulle pareti cittadine siano andati perduti o distrutti, alcuni sono ancora oggi visibili e danno un’idea di come fosse affascinante all’epoca la città.

Diverse sono le scene rappresentate sulle facciate di questo edificio. L’allegoria dell’ignoranza, della prudenza e dell’invidia sono piuttosto riconoscibili ma non manca anche un affresco più particolare, dedicato alla lotta tra giganti.

Dove sono i dipinti perduti?

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Non tutti gli affreschi storicamente presenti a Verona sono andati perduti con il passare del tempo e anzi, diversi sono stati recuperati.

Per poter dare un’occhiata anche a questi è possibile accedere al Museo degli affreschi G.B Cavalcaselle in Via del Pontiere, 35 (di fianco alla tomba di Giulietta per intenderci).

Le collezioni del museo sono concentrate nell’esposizione degli affreschi di epoca medievale e non solo, strappati dalle pareti dei palazzi e delle chiese tra il XIX ed il XX secolo.

Ecco una breve lista delle collezioni presenti nel museo:

  • Urbs Picta
  • Affreschi di Palazzo Fiorio dalla Seta
  • Affreschi della chiesa e del convento di San Francesco al corso
  • Pittura murale del primo trecento veronese
  • La santa felicità
  • Affreschi di Francesco Morone nel convento dei Santi Nazaro e Celso

2 – Il teatro romano

Da vedere a Verona, oltre all’Arena omonima, il meraviglioso teatro all’aperto di origine romana posizionato ai piedi del colle san Pietro, su una delle rive dell’Adige. Questo teatro è uno dei meglio conservati dell’Italia settentrionale ed è parte dell’omonimo museo archeologico cittadino.

Le condizioni del teatro sono tali che, durante il corso dell’estate teatrale veronese, la struttura viene usata come spazio teatrale e sede: chiunque si sia trovato a guardare uno spettacolo in questa splendida cornice ha soltanto avuto di che essere felice.

La collezione del museo archeologico presente nell’area del teatro espone materiali e suppellettili di età romana provenienti dal territorio circostante all’edificio. Spesso e volentieri viene utilizzato anche per esporre collezioni di oggettistica.

3 – Ciò che resta di Porta Borsari

Se visitando Verona ci si imbatte in una facciata in pietra calcarea bianca complimenti, si è appena arrivati davanti alla splendida Porta Borsari o almeno davanti a ciò che ne resta. Questa porta era durante l’epoca romana il punto d’ingresso preferenziale per entrare nella cittadina poiché si appoggiava direttamente su un’importante strada che collegava Genova ad Aquileia.

La cosa curiosa è l’origine del nome: il termine Borsari sembra infatti provenire direttamente dal medioevo dove i gabellieri riscuotevano i dazi per poi riporli all’interno di grandi contenitori chiamati borse.

L’elemento più importante di questo punto di interesse è il suo essere stato fonte di ispirazione per diversi artisti rinascimentali. Sempre rimanendo a Verona, infatti, è possibile visitare palazzo Bevilacqua che con la porta condivide la forma attorcigliata delle colonne.

4 – La Basilica di San Zeno ed i suoi tesori nascosti

Il Romanico in Italia ha lasciato diversi monumenti molto interessanti ed uno di questi è la basilica che celebra il santo patrono della città a Verona.
La Basilica di San Zeno (o San Zeno Maggiore/San Zenone) è una chiesa di grandissima bellezza caratterizzata da una concentrazione di capolavori notevole tra pittura, architettura e artigianato.

Qualche esempio? All’interno è possibile trovare un meraviglioso trittico realizzato da Andrea Mantegna (lo stesso del celeberrimo Cristo Morto) chiamato Pala di San Zeno; all’esterno, invece, c’è un magnifico rosone chiamato Ruota della fortuna realizzato da Brioloto che con le sue sei statue decorative rappresenta le alterne fasi della vita dell’uomo.

Anche il portale bronzeo della Basilica è degno di nota, essendo una delle opere di arte medievale più interessanti della nostra storia dell’arte; l’imponenza di questo portale è sottolineata dalla presenza di 48 formelle quadrate con al loro interno i soggetti più disparati.

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La vita è un viaggio: viaggiare è vivere due volte! [Omar Khayyam]

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A presto 😉
Alice

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